Un po’ di self compassion

Credo che in questo momento “speciale” – aka bello tosto a tratti incasinato – abbiamo tutti, me compresa, molto bisogno di amore. Un giorno forse, lontani dalle emergenze epidemiche che stiamo attraversando, ritorneremo alla pratica di self compassion – amore per sé, per un milione di altri motivi validi, ma adesso ci può servire per entrare ancora più in intimità con il momento presente: un momento collettivo e uno individuale, che ciascuno di noi starà vivendo a modo suo.

L’amore per sé può esprimersi in tanti modi diversi, in base al bisogno specifico che sentiamo in un dato momento: può essere che abbiamo bisogno di essere ascoltati attentamente e senza giudizio; magari abbiamo bisogno di un abbraccio, di una coccola. Oppure abbiamo bisogno di esprimere le nostre emozioni e dire chi siamo in quel momento della nostra vita. E permetterci di essere così come siamo. A volte invece è la vicinanza emotiva a qualcuno, indipendentemente dalla vicinanza fisica.

Sentirsi toccati davvero

Jack Kornfield, maestro di dharma e meditazione buddhista, dice: le cose più importanti della nostra vita non sono né straordinarie, né grandiose. Sono i momenti in cui ci sentiamo toccati gli uni dagli altri.

Bene, ma perché siamo veramente in grado di sentirci toccati gli uni dagli altri, dobbiamo prima imparare ad entrare in conttatto con noi stessi, oltre le nostre paure, sofferenze e resistenze. Un modo per farlo è imparare a fare pratica di amore per sé: anche se ci sentiamo piuttosto goffi e maldestri in questo (è solo questione di abitudine a pensarci in un certo modo), ti posso assicurare che si può imparare, come per tutte le cose.

La pratica che ti propongo in questo post intende proprio prenderti per mano e accompagnarti nel:

  • individuare un blocco o un momento di difficoltà e confusione che stai attraversando;

  • riconoscerlo come tale: è solo una difficoltà, un blocco. Attraversare questi momenti NON è un errore e non significa che non siamo abbastanza (bravi, intelligenti, sensibili, eccetera);

  • riconoscere che questa condizione è una condizione condivisa da tutti, nessuno escluso;

  • fare appello alle tue inesauribili risorse di pazienza, bontà fondamentale, gentilezza, resilienza, per rafforzarle sempre di più.

Ecco allora la pratica audio (durata 21 minuti circa), che ho registrato durante uno dei nostri incontri online del lunedì/martedì. Spero ti sia utile.

E ti invito fin da ora a partecipare ad una sessione gratuita di pratica di Mindfulness self compassion sabato 28 marzo 2020 alle ore 14,00

Per partecipare occorre scaricare l’applicazione gratuita Zoom Cloud Meeting su cellulare, tablet o computer e poi scrivermi per avere tutte le ulteriori informazioni.

 

 

 

Ringrazio le persone che mi hanno permesso di condividere in questo post la pratica e le immagini.

One thought on “Un po’ di self compassion

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *